Sono quasi 20 anni che faccio la psicologa. Un lavoro che è anche una passione. Ho avuto al mio fianco, fino ad ora, circa 40 tirocinanti, apprendisti, stagisti…chiamateli come volete. Il mio posto di lavoro non mi ha mai obbligato a farmene carico, è sempre stata una scelta personale. Amare una disciplina significa volerla veder crescere, trasformarsi, innovarsi e, soprattutto, tramandarla ad altri per fare in modo che tutto questo accada.

Come facevano pittori, scultori, musicisti ma anche ciabattini, agricoltori, artigiani in genere.

Unico scopo affidare a qualcuno un saper fare, illustrare un come fare, svelandone anche i trucchi. Come scenario una realtà produttiva accogliente che permetta ad ognuno di giocare il proprio ruolo.

Non ho mai chiesto al tirocinante:

  •  di avere maturato almeno un paio di anni di esperienza
  •  di lavorare al posto mio
  • di arrivare prima di me sul posto di lavoro
  • di andare via dopo di me dal posto di lavoro
  • di essere formato quanto me
  • di essere formato più di me

Dubiterei della sanità mentale di una persona che, con questi requisiti, cercasse un posto da stagista.

Al tirocinante bisogna chiedere l’impegno di fare il tirocinante, di amare la disciplina e di votarsi ad essa.

Tutto il resto, è e sarà sempre, compito mio, del tutor, del mentore, dell’insegnante…chiamatelo come volete.

Grazie all’imprenditore @Emanuele Vitali per aver permesso ad una “stagista stagionata” di muovere i primi passi nel digital marketing. Attendo di entrare in contatto con altri coraggiosi che vogliano mettermi alla prova. Contattatemi, non vi deluderò!

Grazie a @Lorenzo Bagnis per non aver smesso un attimo di credere nella suddetta.

Grazie ai miei stagisti, passati, presenti e futuri.

 

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